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Mango e papaya, due fonti di caroteni

Il mango è conosciuto da almeno 4.000 anni e apprezzato, allora come oggi, per il suo gusto dolce e intenso. Si consuma fresco oppure si usa per fare succhi e marmellate.
Oltre che per il suo buon sapore, vale la pena di mangiare il mango per il suo apporto di betacarotene, che nell’organismo si trasforma in vitamina A, preziosa soprattutto per la salute della pelle e della vista, di folati e di potassio, ma anche di vitamine C ed E, calcio, fosforo e magnesio. Il suo apporto calorico non è particolarmente elevato, in confronto a quello degli altri frutti tropicali: 100 grammi di mango forniscono 56,3 Kcal.
La papaya offre un buon apporto di antiossidanti, come betacarotene, vitamine C ed E, oltre a folati, minerali e oligoelementi tra cui potassio, calcio, fosforo e magnesio. Ricca di acqua (89 per cento circa), pur avendo un discreto contenuto di zuccheri, non è particolarmente calorica: in 100 grammi ci sono 31,4 Kcal. Come l’ananas, nella papaya è presente un enzima, la papaina, che favorisce la digestione delle proteine.
Due provenienze molto diverse
Il mango arriva dall’Himalaya, ma oggi è coltivato in molti Paesi tropicali.
La papaya proviene dall’America centro-meridionale. Molto diffusa in Brasile e alle Hawaii, è coltivata in Israele e in molti Paesi tropicali, ma anche in serra in alcune zone del Mediterraneo.