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Fette dissetanti

Qualcuno lo chiama anguria, altri melone d'acqua o popone, ma il suo vero nome è cocomero. Appartiene alla stessa famiglia del melone, della zucca e delle zucchine, insieme al cetriolo. E in effetti anche il cocomero è un ortaggio, utilizzato come un frutto per il suo gusto dolce, dovuto a sostanze aromatiche più che a zuccheri, che contiene in quantità inferiore alla maggior parte degli altri frutti.
È povero di calorie (soltanto 16 per 100 grammi!) e molto gustoso, quindi ottimo per chi deve fare attenzione alla bilancia. Composto di acqua per oltre il 95 per cento, il cocomero è idratante e dissetante, quindi perfetto per fronteggiare la calura estiva, e al contempo è stimolante della diuresi, grazie al potassio che contiene, e depurativo. Uniche avvertenze: non consumare i semi, poiché hanno una attività purgante intensa, e aspettare il compimento dei tre anni prima di proporre questo alimento ai bambini, perché potrebbe risultare indigesto prima di questa età.
Per evitare la sensazione di pesantezza che spesso segue il consumo del cocomero, e garantirsi tutti i pregi di questo frutto senza affaticare la digestione, basta mangiarlo lontano dai pasti.
Curiosità
Il cocomero arriva dall'Africa tropicale, dove cresce rigoglioso e costituisce un prezioso alimento dissetante per le popolazioni del deserto del Kalahari. Gli antichi Egizi lo coltivavano (ce ne sono tracce nei geroglifici di alcuni documenti) e lo mettevano spesso nelle tombe dei Faraoni come mezzo di sostentamento per la vita nell’Aldilà.
I cocomeri si scelgono bussando sulla buccia: i migliori emettono un suono sordo. Per quanto riguarda la varietà, ce ne sono di grandi o piccoli (varietà Sugar Baby), tondeggianti o ovali e allungati, con la buccia verde scuro oppure chiaro, dalle striature più o meno evidenti, e con polpa rossa o rosata, talvolta biancastra, Quale scegliere? È solo una questione di gusto personale.