Siete qui: Mangiar bene / Conoscere gli alimenti / Cicorie
Mangiar
bene

Pulizie di primavera con le cicorie

Disintossicare l'organismo è essenziale per mantenerlo sano. Le cicorie ci aiutano, dando gusto e colore alla nostra alimentazione.
Rosse o verdi, ricce o selvatiche... le cicorie sono molte, e si prestano a essere consumate sia crude, in insalata, sia cotte, a seconda della varietà.
Disponibili praticamente tutto l'anno perché resistenti al caldo e al freddo, delle cicorie si usano le foglie, i fiori, i germogli e le radici.
Sono un alimento talmente utile per la salute che vengono usate anche in fitoterapia sotto forma di tisane e sciroppi, rimedi noti dall'antichità, di cui si trovano tracce già nei papiri egizi, che hanno effetti oggi confermati dalle ricerche scientifiche. In particolare, hanno un ottimo effetto depurativo e disintossicante, che agisce a largo raggio: stimola infatti l'eliminazione delle scorie sia attraverso le vie renali (favorisce la diuresi) che quelle intestinali (migliora la funzionalità del fegato e dell'intestino). Di conseguenza, il sangue sarà più “pulito” e ossigenato, anche grazie alla presenza in questi ortaggi di ferro e altri minerali e oligoelementi, vitamine, e la pelle più bella, priva di impurità e opacità.
Inoltre, sono un valido supporto per mantenere o ritrovare il peso forma: grazie alle fibre, alle sostanze attive sui processi metabolici, al loro alto potere saziante e allo scarso apporto calorico (100 grammi di cicoria hanno solo 20 calorie).
Le persone che soffrono di calcoli renali, gastrite e ulcera, devono consumare questo ortaggio con cautela.
Che varietà!
Una prima misura delle varietà disponibili si ha solo elencandone i colori delle foglie: verdi, rosse, bianche o variegate. Ma la cicoria può essere anche selvatica o coltivata, a grosse radici o da foglie e steli...
Le specie più note (alcune chiamate anche radicchi) sono le verdi pan di zucchero o cuor pieno, grumolo, spadona, migliorata o barba di cappuccino, indivia o riccia, scarola, da taglio; le rosse di Lombardia, di Verona, di Treviso; le variegate di Castelfranco, di Chioggia; le bianche di Milano, belga; quelle a grosse radici, note come scorzoamare o scorzamare; e infine quelle da foglie e steli, di cui si consumano appunto sia le foglie che gli scapi fiorali, come la cicoria brindisina o catalogna, e la puntarella.