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Golosi, morbidi e zuccherini: sono i cachi!

Frutti originari dell’Oriente, ricchi di zuccheri, fibre, vitamina C e provitamina A, e contenenti una piccola quota di proteine, i cachi sono quasi un dessert: si mangiano maturi, col cucchiaino, gustando la loro dolcezza esaltata dalla loro tipica consistenza morbida e cremosa.
Maturano in autunno, tra ottobre e novembre, quando gli insetti sono pochi e quindi è scarsa la necessità di trattamenti sulla pianta, ma hanno caratteristiche particolari che richiedono alcune attenzioni al momento dell’acquisto per poterli gustare al meglio.
Chiamati anche loti, favoriscono la funzionalità dell’intestino per via delle fibre, sono stimolanti della diuresi grazie al potassio, benefici per la vista per i caroteni, energetici e quindi adatti all’alimentazione di bambini e sportivi, utili per rinforzare i vasi sanguigni e le difese immunitarie grazie alla vitamina C in essi contenuta.
Sconsigliati ai diabetici per il loro alto contenuto zuccherino (circa il 15%), non sono adatti neppure a chi è sovrappeso, perché apportano molte calorie (un frutto può arrivare oltre le 200, dato che apporta 65 kcal ogni 100 grammi e un caco ne pesa tra i 200 e i 300) e danno uno scarso senso di sazietà a causa della loro consistenza.
La pianta, oltre all’uso alimentare, è utilizzata in falegnameria e ha un significato simbolico (link a pagina 2) che la lega alla pace e alla vita.
Un po' di storia
La coltivazione intensiva della pianta, originaria della Cina, è stata iniziata dai Giapponesi. I cachi sono arrivati in Europa alla fine del Settecento, ma all’inizio si sono diffusi soltanto come piante ornamentali. La coltura a scopo alimentare risale invece al 1860, quando è stata avviata in Francia, per passare poi all’Italia. Oggi le regioni maggiori produttrici di questo frutto sono l’Emilia e la Campania, oltre alla Sicilia da cui proviene il caco di Misilmeri, famoso in tutto il mondo.