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A ogni età
il suo...

L'onnivoro

Non tutto, ma di tutto. Questo è il suo motto. Non vive per mangiare, ma mangia per vivere.
Sa apprezzare un'alimentazione variata, sa scegliere fra mille opportunità che offrono i cibi e non si lascia influenzare più di tanto dalle mode o dagli amici.
Il consiglio: continuiamo a stimolare la sua curiosità
Aiutiamolo a migliorare la sua alimentazione, preservando la sua autonomia e la sua curiosità nei confronti del nuovo. Con il suo esempio dimostra che si può mangiare tutto. Va sostenuto a continuare così.
Per esempio gratificandolo e mettendolo a tavola vicino a abitudinari e disappetenti, perché li coinvolga. Ricordatevi di dare anche a lui, ogni tanto, delle attenzioni riservate: spesso infatti questi bambini sono autonomi e non danno problemi anche in altre situazioni, cosicché, a volte, si tende a dimenticarsi di loro.
Il senso: l'udito
Mentre mangiamo anche l'udito contribuisce ad arricchire le informazioni sensoriali che il cervello riceve sul cibo. Masticare un panino fresco e soffice produce sensazioni uditive diverse dallo sgranocchiare un grissino o le patatine fritte. E se la frutta o la verdura sono crude, risultano più rumorose di quando sono cotte.
Il rapporto dell'udito con la formazione del gusto è legato soprattutto alla consistenza dell'alimento. Tuttavia, gli stimoli uditivi esterni possono condizionare e provocare interferenze negative delle percezioni sensoriali, gusti compresi: mangiare in un ambiente rumoroso, per esempio, diminuisce la sensibilità ai sapori e impedisce di gustare pienamente un pasto.
Il gioco: il teatrino sonoro
L'obiettivo del gioco è quello di aiutare il bambino a interpretare alcuni rumori e associarli prima ad oggetti, cose e situazioni e poi agli alimenti, al cibo.
Servono tutti gli oggetti che possono produrre rumori, come utensili da cucina, recipienti, voci di persone e alimenti particolarmente rumorosi come fette biscottate o biscotti secchi, acqua, patatine fritte, pane secco, grissini, eccetera.
Il gioco si può fare bendando il bambino, oppure ricreando con un lenzuolo un siparietto.
Oltre al riconoscimento degli oggetti e degli alimenti, il gioco può essere usato per interpretare situazioni ambientali, magari associando più rumori contemporaneamente (per esempio la cucina mentre si prepara da mangiare, eccetera).