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La bruttezza immaginaria

Si direbbe un'epidemia, tra gli adolescenti di oggi: si credono brutti, troppo grassi, troppo magri, con i capelli troppo lisci o troppo ricci, con la pelle troppo chiara o troppo scura... insomma brutti in ogni modo e in ogni caso, al di là di ogni evidenza. Mentre spesso si tratta di giovani davvero belli.

Non ├Ę una questione da poco questo sentirsi brutti, anzi, provoca una sofferenza profonda in molti adolescenti.
A volte non ├Ę facile capirlo, abituati come siamo a pensare che le preoccupazioni estetiche siano questioni superficiali, che i valori siano ben altri. Eppure sembra proprio una cosa seria, per loro. Probabilmente si tratta di qualcosa di ben pi├╣ profondo, forse di una vergogna, un senso di inadeguatezza, un timore di non essere abbastanza capaci e amabili... o forse tutto questo insieme, proiettato verso l'esterno proprio attraverso la bruttezza immaginaria.

Una sofferenza che per alcuni pu├▓ essere devastante e manifestarsi con punizioni autolesioniste, o con le mortificazioni dei disturbi del comportamento alimentare, o con il ritiro sociale. Problemi seri, con radici profonde, che richiedono comprensione e il ricorso a uno psicologo.
Un evento dedicato
Per meglio comprendere il sentimento che provoca tutto questo malessere, per sensibilizzare la società al disagio dei ragazzi e delle ragazze e per supportare genitori, insegnanti ed educatori che si trovano ad affrontare queste situazioni, la Cooperativa Sociale Minotauro di Milano, che collabora con il Comitato Scientifico Sodexo, e in particolare il Consultorio Gratuito e i suoi Laboratori, ha organizzato un lavoro di informazione e raccolta di contenuti nelle scuole, negli oratori e nei centri di aggregazione sfociato in un evento culturale cittadino presso lo spazio dei Frigoriferi Milanesi.