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Buono a
sapersi

Sale: meglio poco

Sia il sapore che le propriet├á biologiche del sale comune (cloruro di sodio) sono legate principalmente al sodio; ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni normali il nostro organismo elimina giornalmente da 0,1 a 0,6 g di sodio. Questa quantit├á va reintegrata con la dieta. Il bisogno giornaliero di cloruro di sodio ├Ę quindi di 2-3 grammi, quantit├á che corrisponde a circa un terzo di cucchiaino.

Tuttavia, non ├Ę necessaria l'aggiunta di sale ai cibi, in quanto gi├á il sodio contenuto in natura negli alimenti ├Ę sufficiente a coprire le necessit├á dell'organismo.
Ogni giorno l'adulto italiano ingerisce in media circa 10 g di sale (cio├Ę 4 g di sodio), quindi molto pi├╣ (quasi dieci volte) di quello fisiologicamente necessario.
Per regolarsi, si pu├▓ tener conto del fatto che 1 cucchiaino colmo contiene circa 7 grammi di sale.

Un consumo eccessivo di sale pu├▓ favorire l'instaurarsi dell'ipertensione arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte, e di altre patologie. Per questo, ridurre gli apporti di sale pu├▓ essere un'importante misura preventiva o di supporto alla cura per molte persone.

Studi recenti hanno confermato che un consumo medio di sale al di sotto di 6 g al giorno, corrispondente a un'assunzione di circa 2,4 g di sodio, rappresenta un buon compromesso tra l'appagamento del gusto e la prevenzione dei rischi per la salute legati al sodio.
Le fonti di sodio nell'alimentazione
Il sodio che assumiamo mangiando proviene da fonti di varia natura:

il sodio contenuto nel sale aggiunto a tavola;
il sodio contenuto allo stato naturale negli alimenti (acqua, frutta, verdura, carne, ecc.);
il sodio contenuto nei prodotti trasformati (artigianali e industriali) nonch├ę nei piatti pronti.

Il sale aggiunto a tavola o mentre si cucina ├Ę circa il 35% dell'assunzione totale, solo il 10% arriva dagli alimenti freschi al naturale e ben il 55% proviene dai cibi conservati o trasformati.