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Attività
motoria

Agili con lo sci di discesa

Lo sci è uno sport invernale divertente, che permette un intenso contatto con la natura. Muoversi in alta quota, dove l'aria è più pulita, ossigena i polmoni, cosa particolarmente utile per chi vive in città, dove l'inquinamento raggiunge concentrazioni particolarmente elevate in inverno. Inoltre, sciare stimola la prontezza dei riflessi e la capacità di reazione, dato che bisogna affrontare continue variazioni del percorso e della struttura della superficie che si percorre, muovendosi in velocità.
E ancora, rende agili e rinforza tutta la muscolatura. È un'attività anaerobica lattacida, poiché richiede sforzi intensi e brevi, che permette di consumare una buona quantità di zuccheri, più che di grassi corporei.
Anche se si possiede la tecnica, per evitare il rischio di traumi e cadute, bisogna considerare lo sci quasi un completamento dell'allenamento (e non viceversa): qualsiasi attività fisica, soprattutto se implica potenza e competenza come questa, dev'essere inizialmente poca, progressiva e costante. Prima di andare a sciare è necessario infatti prepararsi con almeno due-tre mesi di anticipo, facendo ginnastica presciistica e allenandosi bene, possibilmente esercitandosi per una mezz'oretta ogni giorno, e non dimenticando un po' di riscaldamento subito prima di inforcare gli sci o la tavola da snowboard. In questo modo, oltretutto, si rende più completa l'attività motoria e i suoi effetti sul metabolismo, dato che l'allenamento è aerobico, e quindi complementare a quello anaerobico dello sci.
Sempre per la sicurezza, ci sono altre accortezze: oltre alla scelta oculata delle piste, dell'attrezzatura e dell'alimentazione, ci vuole una buona dose di prudenza durante la discesa. Tanto che ci sono precise regole di comportamento da adottare sulle piste.
Evitare il rischio

Non ci sono controindicazioni alla pratica di questo sport, purché si sia esperti o ci si faccia seguire da un istruttore quando si è alle prime armi.
Piuttosto, è l'altitudine che può creare problemi, se troppo elevata, a chi soffre di disturbi cardiaci, ipertensione, bronchiti, enfisema polmonare, o in generale a chi ha difficoltà di ossigenazione del sangue, dato che al di sopra dei 2000 metri l'ossigeno è più rarefatto. In queste condizioni ambientali, è normale per chiunque sentire prima e in misura maggiore del solito la stanchezza, ma se dovessero comparire anche altri disturbi, come ansia, capogiri o difficoltà a respirare bene, è meglio parlarne col medico.